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Ho scritto "L'enigma di Ítzi" nel 2002 (il libro Ŕ uscito nel 2004) senza essere mai stato sui luoghi del ritrovamento, basandomi per la descrizione del paesaggio su cartine dei sentieri, letture di resoconti giornalistici e saggi sull'Uomo di Similaun. Lungi da me la velleitÓ di paragonarmi a Emilio Salgari, ma anche lui costruiva i suoi romanzi avventurosi senza mai essere stato nei luoghi che descriveva!

Sono stato appassionato di escursionismo alpino fin da giovane, ma non sempre ho potuto soddisfare tale passione. Per andare in montagna occorre innanzi tutto la compagnia giusta. ╚ stato cosý che, solo all'inizio di settembre del 2009, durante un breve soggiorno in Val Senales, ho potuto salire con Paola ai 3019 metri del Rifugio Similaun che i personaggi del romanzo sorvolano a bordo del loro "tempocottero".

Nella foto sopra si vede la Valle di Tisa che si percorre per salire al rifugio, la cui posizione si trova al di lÓ della forcella indicata dalla freccia gialla.

Nella foto a destra Ŕ ripreso un passaggio del sentiero scavato nella roccia che conduce al rifugio.
A sinistra si pu˛ vedere il Rifugio Similaun, che prende il nome dal massiccio montuoso omonimo, com'era nell'estate del 2009. Attualmente sul lato sud dell'edificio Ŕ stata aggiunta una veranda panoramica.

Il sentiero che conduce al luogo di ritrovamento dell'Uomo di Similaun parte da dietro la costruzione e si inerpica sul cocuzzolo visibile nella foto.

 

A destra sono io durante il tentativo del 2009 di raggiungere il luogo di ritrovamento di Ítzi. Alle mie spalle il monte Similaun (3600 metri).

Quell'anno aveva nevicato molto e sul sentiero, in parte alpinistico, c'era ancora parecchio ghiaccio. Ci ha fatto desistere la mancanza di attrezzatura adatta e l'ora tarda, che non ci avrebbe consentito di ritornare a valle in tempi ragionevoli.

Mi Ŕ rimasta, tuttavia, la voglia di poter vedere con i miei occhi un luogo che avevo descritto solo con la fantasia. ╚ stato solo verso la fine di agosto del 2011 che mi si Ŕ ripresentata l'occasione assieme a Paola e agli amici Rita, Pino e Renato. Siamo saliti al Rifugio Similaun, dove abbiamo pernottato, e la mattina seguente abbiamo iniziato la salita al luogo del ritrovamento della mummia.

La tabella all'inizio del sentiero indicava un tempo di percorrenza di cinquanta minuti. In realtÓ noi ci abbiamo messo quasi due ore, ma va detto che la nostra etÓ media era sui 65 anni!

Nella foto accanto, da sinistra: Rita, Renato, Paola e il sottoscritto in un passaggio del sentiero che conduce al luogo del ritrovamento di Ítzi.

Era il 24 agosto e la giornata era calda e senza una nuvola, tanto che si poteva stare benissimo in maniche di camicia nonostante il percorso fosse tutto al di sopra dei 3000 metri!

Nella foto a destra gli amici Pino, Rita e Renato nell'ultimo tratto prima di raggiungere il luogo di ritrovamento di  Ítzi. Alle loro spalle la cima e il ghiacciaio del Similaun.
Quello della foto a sinistra sono io sotto al cippo che ricorda il ritrovamento, a quota 3210 metri. La strana forma geometrica fissata sul vertice del monumento Ŕ esteticamente discutibile, ma grazie ai riflessi del sole sulla sua superficie, rende la posizione del cippo visibile anche a grande distanza.
Nella foto a destra tutto il gruppo di attempati ardimentosi. Da sinistra: Pino, Rita, Paola, Renato, Beppe.
In realtÓ, come specificato nella targa in metallo inserita nel cippo, il luogo esatto del ritrovamento di Ítzi Ŕ situato a "circa 70 metri di distanza in direzione nord-est". Il cippo Ŕ stato eretto nella posizione in cui si trova perchÚ pi¨ elevata e sgombra da ghiaccio e neve durante la stagione estiva.
Stando alle indicazioni della targa, Ítzi dovrebbe essere stato ritrovato sulla chiazza di neve sottostante il cippo (la cui posizione Ŕ indicata dalla freccia gialla) pi¨ o meno nel punto indicato dalla freccia rossa.
E questa a sinistra Ŕ la mummia durante le operazioni di recupero, eseguite in modo alquanto maldestro nel 1991, tanto da provocare al corpo di Ítzi qualche frattura.
A destra si pu˛ vedere il panorama sul massiccio e sul ghiacciaio del Similaun (3600 metri) che si gode dal punto di ritrovamento di Ítzi.

Qui la nostra "impresa" Ŕ terminata.
Siamo tornati al rifugio e da lý siamo scesi in Val Senales. Dislivello totale 1600 metri circa in su e altrettanti in gi¨, a piedi e non in funivia come ha insinuato qualche maligno! Sul Similaun non esistono funivie!
Dopo aver recuperato le nostre auto, siamo tornati in pianura. Come si scriveva nei temi scolastici della nostra infanzia, eravamo... "stanchi ma contenti"!

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